Newsgames [e censura]

Interessante scoperta. Da esplorare.

Datamediahub

I newsgames e gli editorial games associano la trasmissione di notizie e informazioni a un format, che consenta di coinvolgere l’utenza in un modo attualmente inibito dalle tecniche classiche finora utilizzate. Il gioco soddisfa motivazioni sociali, coinvolge, crea un senso di comunità spingendo alla condivisione dei contenuti e aumenta la permanenza, il tempo sul sito del quotidiano online qualora fosse allocato in tale spazio al pari di altri formati multimediali di diffusione delle notizie.

Lontani dall’essere impenetrabili come sono spesso tutt’oggi i quotidiani, attraverso il gioco si possono disegnare esperienze “friendly user” accessibili a tutte le fasce d’età utilizzando il tipo adatto all’utenza ed all’informazione da trasmettere. Sono modalità che hanno già trovato ampio impiego in altri settori per i quali l’efficacia è stata ampiamente dimostrata.

Nati come media da utilizzare “one shot” per avvenimenti di portata planetaria, attualmente presentano limitazioni legate a costi e tempi di sviluppo rispetto ai quali sono stati creati specifici progetti di ricerca

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L’informazione nell’era digitale

L’informazione nell’era digitale

Nella società dell’informazione siamo sempre connessi.
Il dispositivo è un nodo in una rete che abbraccia tutto il pianeta, nella quale l’informazione, cioè il collettivo di documenti prodotto dall’utente, viaggia senza peso, sotto forma di bit, segnali elettronici che non hanno fisicità.

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Mica facile la conversazione

Una casa editrice digitale non è un sottoprodotto, o un ripiego rispetto a quelle tradizionali. È in tutto e per tutto una realtà che ha a che fare con aspetti molto concreti: costi, spese. 

È una casa editrice: punto. Questo ha diverse implicazioni. Per prima cosa, decidere di pubblicare un ebook significa né più né meno che scommettere. Non ci sono mai certezze al riguardo.

Ogni libro è un’incognita e nessuno può affermare cosa ne sarà. Il Web con la sua vastità ha complicato le cose. Occorre perciò usare la fantasia, e puntare tantissimo sulla qualità. Perché i soldi devono uscire dalle tasche dell’editore, e qualcosa deve tornare. Se non altrettanti soldi, almeno la certezza di avere “messo le mani” su una voce nuova e interessante.

Ci si deve creare un nome: che si sia un blogger con aspirazioni di qualunque genere, o una casa editrice digitale che comincia l’avventura, nessuna persona con sale in zucca investirà tempo e soldi per un nome sconosciuto.

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