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Plutonia Experiment

tomato moth 2

Come annunciato qualche giorno fa, lancio da oggi un nuovo, piccolo progetto, che avevo in mente da tempo.
Si tratta di una game novel: un racconto a puntate, interattivo, in cui voi lettori sarete chiamati a decidere concretamente lo sviluppo della storia, di capitolo in capitolo.
Il titolo della novel è Tomato Moth. Di essa esiste una copertina (disegnata dal bravo Giordano), una storyline di massima, un’ispirazione a metà tra l’urban fantasy spruzzato di bizarro fiction, e poco altro. Non è un caso: il bello di questo esperimento sarà proprio l’improvvisazione, il farsi guidare dai lettori in fase di scrittura.
Inizialmente avevo pensato di pubblicare i capitoli su Plutonia Lab, il mio nuovo tumblr di servizio. Purtroppo la piattaforma si è dimostrata poco pratica per questo genere di post, perciò la novel ha trovato uno spazio tutto suo su blogspot. Dunque la potete seguire a questo…

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Word in Progress: Web Stories ∞ Schegge

“E’ strano come basti riempire poche valigie per cancellare quattro anni della propria vita.
Sara è già sulla porta, le mani incrociate sul petto, il labbro imbronciato si comporta come se fosse lei quella che sta subendo la decisione…„

Word in Progress: Web Stories ∞ Schegge.

E’ strano come basti riempire poche valigie per cancellare quattro anni della propria vita.
Sara è già sulla porta, le mani incrociate sul petto, il labbro imbronciato si comporta come se fosse lei quella che sta subendo la decisione. – See more at: http://atelierwordinprogress.blogspot.it/2013/03/web-stories-schegge.html#sthash.QvClrnEp.dpuf
E’ strano come basti riempire poche valigie per cancellare quattro anni della propria vita.
Sara è già sulla porta, le mani incrociate sul petto, il labbro imbronciato si comporta come se fosse lei quella che sta subendo la decisione. – See more at: http://atelierwordinprogress.blogspot.it/2013/03/web-stories-schegge.html#sthash.QvClrnEp.dpuf

Ho trovato un’iniziativa interessante, davvero interessante.

dei libri passati presenti e futuri

foglietto

Qualche mese fa, nel post “leggere (e scrivere) tra le nuvole: perderemo davvero la letteratura?”  prendevo spunto da alcuni articoli che trattavano del ruolo della scrittura nell’era digitale.
Ormai si parla piuttosto di “scritture” e di un supporto che non esiste più o meglio è dilatato e diafano, di una scrittura ubiqua e non più lineare.
Per interpretare questo nuovo contesto ho interpellato Filippo Pretolani aka gallizio* (@gallizio), in quanto lo ritengo il miglior interlocutore sull’argomento. Ne è nata, più che un’intervista, un botta e risposta a colpi di mail, una chiacchierata su quello che potranno diventare le scritture nell’era digitale.

Iniziamo proprio da te e dal progetto Pleens: di che cosa si tratta? E soprattutto da cosa nasce, da quali esigenze o da quale punto di vista?

Nasce da un’idea antica come la letteratura: quella di associare ai luoghi il nostro vissuto, le emozioni, le storie. Lasciare…

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Non fidarti troppo delle parole

Sul perché è importante dosare le parole quando si scrive.

Marco Freccero

La nostra idea è che la lingua scritta sia più efficace del parlato, per questa ragione la preferiamo al racconto orale. Ci sembra che la carta, o meglio la scrittura, abbiano più senso e maggiore peso. Spesso è così infatti: le sentenze dei tribunali sono scritte, mica sono affidate alla voce.
Però non è vero che la scrittura sia più efficace: è più limitata rispetto alla narrazione orale.

E affinché io possa raggiungere l’efficacia, devo per forza impegnarmi al massimo.

Quando si racconta verbalmente, noi possiamo contare su un apparato di tutto rispetto. Per esempio il tono della voce; lo sguardo, la gestualità. Le pause, persino gli abiti ci possono offrire un discreto aiuto. Sono tutti elementi che utilizziamo per farci intendere dal nostro interlocutore.

Tutto questo non lo abbiamo quando scriviamo. Ecco perché diventa essenziale perseguire l’efficacia quando si scrive: lo strumento che usiamo, e che pure ci…

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