Violano la Rete informatica della scuola e cambiano i voti, dieci denunciati

Le intrusioni, probabilmente, non sarebbero mai state scoperte se uno dei «pirati» non fosse passato improvvisamente dal 3 al 9 come voto nei compiti in informatica, dimostrando una preparazione nell’ultimo periodo dello scorso anno scolastico che mai aveva avuto nei precedenti mesi, sbalordendo professore e preside.

Per saperne di più, segui il link: http://tinyurl.com/cspcdwb

FONTE: Corriere del Veneto

Il tablet in classe non fa la scuola digitale

Questo post segnala alcuni articoli sulla questione scuola 2.0 e propone spunti di riflessione.

dei libri passati presenti e futuri

Nel web si continua a parlare di scuola e uso delle tecnologie e per l’occasione mi sono segnato alcuni articoli che credo sia bene condividere con i venticinque lettori di questo blog.
Si inizia naturalmente dalle dichiarazioni d’intenti del ministro Profumo e la sua aspirazione ad una scuola già in fase mutante, un ibrido quasi volponiano, mezza aula e mezzo tablet.
Poi però basta leggere la semplice testimonianza di un volenteroso padre di uno studente della scuola media per toccare con mano i limiti non tanto scolastici quanto editoriali di una trasformazione che ancora non è stata del tutto elaborata nemmeno dagli editori specializzati, i quali per ora propongo mesti PDF per andare incontro (e, diciamolo, anche in qualche modo aggirare) le disposizioni del fu ministro Gelmini.
La questione è comunque molto più complessa e se ne accennano i contorni in questo articolo comparso qualche giorno fa sul Sole 24…

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Spegnete sms e tablet. I ragazzi non sanno leggere

Che cosa succede nella scuola 2.0? Mentre comincia il nuovo anno e tutti discutono della rivoluzione digitale annunciata dal ministro Profumo, la scuola si trova alle prese con i soliti problemi: insegnanti precari, strutture malandate, fondi ridotti. Ma al di là della lista delle mancanze endemiche a cui tutti potrebbero contribuire, insegnanti e studenti si trovano ad affrontare un nuovo modello di apprendimento dove, anche se tablet e Lim, le lavagne multimediali, non sono arrivati in tante classi, molto è cambiato e non sempre in meglio.

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la scuola e il digitale sbagliato

Ah, il libro digitale a scuola. Un sogno irrealizzabile?

salvo esaurimento scorte

Mio figlio inizia la scuola media, vado alla sede scolastica e prendo la lista dei libri. Sono tanti, quattordici. A occhio e croce devo spendere poco meno di trecento euro.
Mi dico, beh una circolare del Ministero dell’Istruzione dice che dal 2012/2013 i testi devono essere presenti anche in digitale. Chissà che non sia più conveniente comprarli in digitale e fornire al primogenito un tablet o un ebook reader. In fondo vendendo i PDF del cartaceo, potranno abbassare sensibilmente il prezzo, no? Magari ci saranno anche in ePub, no?
No?

Provo con il testo di scienze, Explora, della Hoepli. Purtroppo non esiste l’edizione digitale, c’è solo un indicazione che mi informa che il testo è una “edizione mista”. Su Facebook mi informano che la norma ministeriale prevede in effetti o il libro digitale o l'”edizione mista”, un po’ di carta un po’ no.
Mi iscrivo al sito Hoepliscuola per vedere…

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