Acquisizione e Condivisione dell’Informazione di Attualità

Articolo tecnico, ma interessante, sul ruolo di Internet nella distribuzione dell’informazione nel nostro Paese.

Datamediahub

Human Highway, per conto di Liquida, ha condotto una ricerca sul ruolo dell’online nell’informazione di attualità nel nostro Paese analizzando il processo di acquisizione delle notizie e su come avvenga la distribuzione attraverso partecipazione e condivisione dei lettori, delle persone. I risultati della ricerca, effettuata su un campione stratificato di 2029 casi, rappresentativo degli utenti internet italiani, sono stati pubblicati ieri in tarda serata.

La ricerca analizza gli effetti dei social network nell’informazione di attualità, quelle che vengono definite le 4 fasi di vita della notizia, dall’acquisizione della notizia sino alla condivisione e diffusione in Rete passando per l’approfondimento successivo e il confronto sociale sulla notizia, e il passaggio dallo user generated content allo user amplified content.

E’ stato monitorato l’andamento del numero di condivisioni per giorno negli ultimi 300 giorni rilevando i 38 principali siti di informazione italiani, sia appartenenti alla categoria dei quotidiani cartacei che alle testate all…

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“I ricordi di infanzia”, un libro collettivo promosso da Giulio Mozzi

Progetto interessante.

Grafemi

Rilancio il post di Giulio Mozzi, che sta provando a mettere in piedi un libro collettivo di ricordi di infanzia.

Il ricordo d’infanzia: un libro da fare
di Giulio Mozzi

Una proposta di Giulio Mozzi

Ho voglia di fare un libro. La voglia di fare questo libro mi è venuta leggendo altri libri.

Il titolo del libro da fare è: Il ricordo d’infanzia.

Vorrei raccogliere cento, mille, duemila ricordi d’infanzia. Non necessariamente primi ricordi d’infanzia. Ricordi di quando avevamo non più di otto anni. Ricordi, se possibile, autentici: cioè proprio ricordi personali, non ricordi attivati da racconti e rievocazioni di genitori e parenti. Non necessariamente, peraltro, ricordi “veri” nel senso comune della parola: la memoria dell’infanzia è piena di fantasie, sogni, immaginazioni – che non sapevamo allora, né sapremmo adesso, distinguere da ciò che ora, da adulti, consideriamo “vero”.

Vorrei che questi cento, mille, duemila ricordi d’infanzia fossero scritti tutti…

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Infradito

Che dire, bello questo scorcio di vita vissuta.

webeconoscenza

Circa un mese fa, in quel di Santa Monica davanti a un burger e a una birra messicana, un amico trasferitosi da anni a Los Angeles mi raccontava le motivazioni che lo avevano spinto a scegliere la California.

Una frase del suo racconto mi è rimasta impressa: ‘ ….. se cerchi un posto dove indossare le infradito tutto l’anno, quel posto si chiama California …..’.

Ogni estate mi reco al lavoro in bermuda e infradito poi, appena entro in ufficio, mi cambio, mi rassetto un po’ e mi concio come un impiegatino modello con i panta lunghi e i mocassini.  Faccio questo da sempre e lo sanno tutti, ma ciò non toglie che sorrisetti e battutine accompagnino queste mie, agli occhi altrui, stranezze. Qualche volta racconto ai miei colleghi di come questo stile di vita sia penetrato anche e soprattutto nella Silicon Valley dove ho visto manager, azionisti e developer…

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Perché sto chiudendo il mio account su Facebook

C’è chi riflette sull’uso e lo scopo dei social network.

Grafemi

Quando ho aperto il mio account su Facebook, nel 2008, mi sono chiesto: “E adesso?”. Ricordo che, allora, le persone che si erano iscritte erano davvero pochissime. Accedevo, non trovavo niente, e poi uscivo. In compenso da due circa due anni mi ero dedicato, con un impegno quasi professionale, alla realizzazione di diversi blog, alcuni tematici (politica, sport, informatica, recensioni, poesia) e altri “generalisti”, o “letterari” (piccoli racconti, ricordi, storie). Anche nel blog, quando avevo iniziato, mi ricordo che c’erano giorni in cui nessuno leggeva quello che scrivevo; poi, con l’esplosione del fenomeno, sono arrivato a picchi di mille visite al giorno – un numero che può sembrare basso, ma che significa circa 300.000 visitatori all’anno. Tutti lasciavano commenti, e tutti scrivevano. Usando un’espressione un po’ consumata, si “producevano contenuti”.

Intorno al 2010 (o forse un po’ prima) c’è stato il boom di Facebook. Improvvisamente, c’erano tutti; e abbastanza inesorabilmente…

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